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Senza pretese, ma con molte aspettative. Questo sito nasce così, dalla passione che ti fa credere di fare una cosa importante, ma senza l'ambizione di suscitare il polverone che cambierà il mondo. Mangiare è una cosa bella; bere altrettanto. Se mangi e bevi bene è ancora meglio. Però, l'idea di fondo di “diterraedimare” è un'altra....

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Ultimi commenti

Carlo Varchetta

Complimenti per l'editoriale da L'alimentazione oggi

Carlo Varchetta

Ottimo cocktail e ottimo articolo! da Un Mojito come si deve

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"Quannu zappi e quannu puti non c'è nè cumpari nè niputi . Quannu è tempu i Vinnignari tutti niputi e tutti cumpari! "

Quando è tempo di zappare e di potare non c'è né nipote né compare. Quando è tempo di vendemmia...tutti nipoti e tutti compari.

"Pa Cannilora di l'invernu semu fora, ma si non nivica e non 'ntrona quaranta jorna di 'nvernu ancora"

Per la Candelora dall'inverno siamo fuori ma se non nevica e non tuona ci sono quaranta giorni di inverno ancora

La festa dell’alloro a Naso: un antico rito che non deve scomparire

Anche quest’anno, come ogni anno, si è rinnovato il rito della festa dell’alloro seppur in graduale diminuzione d’affluenza. Per le sue particolari caratteristiche (ritroviamo questa festività in alcune parti orientali della Sicilia e in particolare sui Nebrodi) è un patrimonio, un’identità che non va perduta.
Pubblicato il 06/04/2016

"La Bolgia delle Eretiche" in prima nazionale a Messina

Naxoslegge, il noto marchio dell’Associazione culturale “Le officine di Hermes” dei Giardini Naxos, presenterà oggi 4 febbraio, alle ore 17.30, in prima nazionale, alla Feltrinelli di Messina, l’ultimo grande lavoro di Marinella Fiume: “La Bolgia delle Eretiche”.

Leggenda della Madonna del Tindari e la nascita dei Laghetti di Marinello

Una striscia di sabbia, in mezzo al mare che racchiude miracoli e leggende.
Pubblicato il 08/09/2015

"Due spade" e tre fratelli. I Di Bari e la passione per i fornelli

La vecchia filanda che si trova in centro paese

Il ristorante "Le due spade" di Cernusco Sul Naviglio, storia di una famiglia dedita ai fornelli

Quello che colpisce maggiormente, nella storia dei fratelli Di Bari, titolari del ristorante “Le due spade” di Cernusco Sul Naviglio, è che ci deve essere qualcosa di genetico che li lega al mondo della ristorazione. Non si spiega altrimenti la loro storia di passione e dedizione, iniziata da ragazzi, tutti insieme, grazie all'intuizione di nonni e genitori. Cinuqe fratelli, cinque soci; poi, come spesso capita, la vita segue i propri sentieri e le strade si dividono, per scelta o necessità.
E' Christian, il fratello di mezzo, lo chef stellato a raccontare i risvolti quanto meno singolari di questa vicenda di famiglia. “Quando mio fratello Daniele e io abbiamo terminato la scuola alberghiera di Clusone – racconta – i nostri genitori e i nostri nonni hanno deciso di “regalarci” un albergo: si chiamava “Le due spade” e si trovava a Melzo. Fu un investimento milionario, era il 1986, e per quell'acquisto si esposero parecchio. Io avevo 19 anni e quella scelta ci buttò dentro un'avventura unica. L'albergo aveva una piccola trattoria, non saprei come chiamarla diversamente; faceva menù a prezzo fisso a pranzo e la sera era aperta per gli ospiti dell'albergo. Funzionava abbastanza bene, nonostante la struttura fosse un po' datata”.
Le ambizioni di Christian, tuttavia, non potevano fermarsi a una locanda di periferia. “Intendiamoci – continua – era una bella pensioncina, frequentata bene. Poco a poco abbiamo fatto dei lavori nelle camere e i clienti non mancavano. I nostri genitori non avevano mai lavorato in quel mondo, ma fecero questo passo per noi. Fu una bella intuizione. Poco per volta l'abbiamo trasformata, ma soprattutto ci siamo dedicati alla cucina. Richard era il più piccolo, ma appena finito anche lui la scuola alberghiera venne in cucina con me”.
Nei geni dei fratelli la ristorazione prese il sopravvento. “Siamo rimasti a Melzo diciotto anni, mica uno scherzo. Abbiamo lavorato sodo e anno dopo anno la qualità si è alzata, fino all'arrivo della stella Michelin nel 2000. Intanto l'albergo continuava a funzionare, se ne occupava nostra sorella, ma il nostro obiettivo era il ristorante. Lo abbiamo fortemente voluto”.
Quando il contratto di affitto della struttura finì, per i fratelli si impose il momento delle scelte; era il 2003. Si guardarono intorno e trovarono “La vecchia filanda” di Cernusco Sul Naviglio. “Patrick aveva fatto qui uno stage insieme ai vecchi titolari, con cui era diventato amico – continua – Erano abbastanza anziani e sul punto di lasciare l'attività. Domanda e offerta si sono incontrate e così abbiamo portato qui il nostro ristorante, che ha continuato a chiamarsi “Le due spade”.
La qualità del lavoro dei tre fratelli intanto aveva dato i suoi frutti; non persero nemmeno un cliente e anzi triplicarono i coperti della “Vecchia filanda” nel giro di pochi anni. Nel frattempo Christian è stato invitato a fare parte anche dell'associazione Jeunes Restaurateurs d'Europe, di cui oggi è socio onorario per, chiamiamoli così, sopraggiunti limiti di età. Non contento – e convinto che fare rete insieme ai colleghi di altri ristoranti sia cosa utile – ha promosso anche l'associazione di ristoratori “Vivi Brianza”, di cui parleremo presto.
Altra cosa stupefacente è che da almeno sette anni non ritoccano i prezzi del menù, che sono davvero contenuti. “E' la nostra scelta – conferma Christian – La crisi c'è per tutti, ma piuttosto che alzare il prezzo, ritocco il mio ricavo. La nostra cucina ha una buona impronta personale, le ricette sono originali, prepariamo il pane e la pasta, la piccola pasticceria. Gli ingredienti non sono eccessivamente ricchi e costosi, ma sono di primissima qualità. La capacità sta nell'elaborare gli ingredienti nel modo giusto, senza inseguire le mode. Il “full cost” finale si raggiunge equilibrando con sapienza gli ingredienti più ricchi con quelli più poveri”.
La seconda stella Michelin è dietro l'angolo.

www.ristoranteduespade.it

Da sinistra: Richard, Christian e Daniele Di Bari

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