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Recensioni on line: danno o vantaggio per i ristoranti?

Da sinistra: Chiara Mojana, la coordinatrice Rossella Canevari, Igles Corelli, Anna Paola Klinger, Marianna De' Giudici

Una mattinata di formazione con l'Ordine dei Giornalisti della Lombardia

Le recensioni sui ristoranti sono un danno o un bene per questi ultimi? Di questo e molto altro si è discusso lunedì 20 aprile in una giornata di formazione organizzata dall'Ordine dei Giornalisti della Lombardia presso il ristorante le “Terrazze di Palestro” a Milano. Convitato di pietra dell'incontro è stato il sito di recensioni on line Trip Advisor, una vera e propria potenza nel settore, con i suoi circa 5 milioni di utenti italiani all'anno.


Al centro della discussione sono state le recensioni che gli utenti del famoso sito internet con base negli Stati Uniti lasciano su internet. Le avvocatesse Anna Paola Klinger e Marianna De' Giudici di Venezia hanno spiegato il caso di un loro assistito, ristoratore di fama nella città lagunare. Una bruttissima recensione, giudicata ingiuriosa e diffamatoria, ha dato il via a una causa civile che ha portato sì alla cancellazione del post dal sito, ma non ha risolto la questione del ruolo di controllo di Trip Advisor nei confronti di chi pubblica recensioni sulle sue pagine. Su Trip Advisor, infatti, ristoratori e albergatori ci finiscono anche senza chiederlo e spesso, quando una recensione è eccessivamente denigratoria, non basta il diritto di replica concesso al ristoratore per difendere il proprio volume di affari.


Se la Federazione Italiana Cuochi, per voce del suo ufficio stampa Chiara Mojana, chiede a gran voce di cancellare l'anonimato dai post che recensiscono gli esercizi pubblici, lo chef stellato Igles Corelli si erge a difensore dell'anonimato, che permette ai clienti di esprimersi in libertà senza esporsi in prima persona. Lo chef Corelli si è detto convinto sostenitore del sistema ideato da Trip Advisor, che gli permette di tenere sotto controllo la soddisfazione di chi frequenta i suoi ristoranti.


Sul tavolo della discussione anche i “pacchetti” di recensioni che società attive sul web offrono a pagamento a ristoratori e albergatori: una pratica illegale che falsa il livello di gradimento attribuito da Trip Advisor agli esercizi, e per il quale il sito statunitense ha elaborato un sistema di controllo molto efficace.


Una ricerca effettuata da Jfc, società specializzata nella consulenza turistica e nel marketing territoriale, ha evidenziato come in Italia sia molto bassa la percentuale degli utenti che si fidano delle recensioni on line dei locali pubblici (solo il 3,4%), mentre ben il 26% li giudica falsi, il 46% non ha mai scritto una recensione sui siti specializzati; molto alta, in fine, la percentuale di chi scrive solo quando si trova male in un locale.


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