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Senza pretese, ma con molte aspettative. Questo sito nasce così, dalla passione che ti fa credere di fare una cosa importante, ma senza l'ambizione di suscitare il polverone che cambierà il mondo. Mangiare è una cosa bella; bere altrettanto. Se mangi e bevi bene è ancora meglio. Però, l'idea di fondo di “diterraedimare” è un'altra....

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Carlo Varchetta

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Pubblicato il 08/09/2015

"Poggio al Granchio", il Brunello di Montalcino è un fuoriclasse

Una serata unica con i prodotti della casa vinicola Val di Suga

La delegazione monzese dell’Ais, in collaborazione con l’Enoteca “Vino e dintorni” di Cesano Maderno, ha organizzato una degustazione dei prestigiosi vini della tenuta Val di Suga

Robert Parker non ha avuto dubbi: 94 punti su un massimo di 100 disponibili. Per lui “Poggio al Granchio” della tenuta “Val di Suga” del gruppo Angelini è un Brunello davvero da annoverare tra i fuoriclasse. Gli altri prodotti della cantina di Montalcino? Sempre lui, su “Wine Advocate”, li ha ‘bollati’ con un secco 92. Insomma, sempre nell’assoluta eccellenza. Ma anche i partecipanti alla serata “Benvenuto Brunello”, organizzata dalla delegazione monzese dell’Ais in collaborazione con l’Enoteca “Vino e dintorni” di Cesano Maderno, sebbene meno tecnici, sono stati altrettanto gentili in fatto di giudizi e di entusiasmo per la degustazione appena effettuata.
Una serata davvero fuori dal comune, sia per il vino di alto livello versato nei calici, sia per la presenza di David Landini, enologo dell’azienda, che ha guidato i presenti alla scoperta dei suoi prodotti. Con una particolarità che ha reso speciale la serata: “Val di Suga” è l’unica azienda che produce diversi Brunello di Montalcino in base alla collocazione dei vitigni. Stessa azienda, dunque, ma sistemi diversi da adattare alle esigenze del cru: “Val di Suga” a nord, “San Polo” a sudovest e la vigna “Spuntali” a sudest.
“Nel nostro approccio – ha spiegato Landini – ci riteniamo moderni nella tradizione. Una scelta che ci ha portato a vivere senza sofferenza il difficile 2014 che, per noi, è stato comunque positivo. Sarà comunque un buon prodotto anche se non destinato al lungo invecchiamento. In cantina tendiamo a non utilizzare troppo il legno per dare risalto alla tipicità dei nostri prodotti senza snaturarli”. Ed ecco quindi vini che, nel rispetto del disciplinare, appaiono differenti uno dall’altro: quello del vitigno “Vigna del Lago” che si caratterizza per il suo aspetto floreale, l’acidità, ma anche per il tannino setoso e l’eleganza. “Poggio al Granchio” di un colore più profondo, molto fruttato e minerale, stile moderno. “Spuntali” invece, con grande struttura, un tannino più marcato, aromi terziari evidenti. E, naturalmente, per la degustazione anche il Brunello 2010, grande annata, cuvée delle tre aree della tenuta.
L’azienda, 55 ettari a regime, produce 350 mila bottiglie all’anno di cui 290 mila di Brunello e 60 mila di Rosso di Montalcino.


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