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Verticale da brividi con il Carpino dell'azienda Ricchi di Monzambano

Degustazione di un insolito Merlot con Ais Lombardia

Fare una degustazione verticale, ovvero stesso vino ma di annate diverse, è la quotidianità per le serate di approfondimento che l’Ais, attraverso le sue delegazioni, propone ai sommelier e agli appassionati. Ma la serata sul Carpino dell’azienda Ricchi di Monzambano (nel mantovano) che si è svolta mercoledì 22 al ristorante Club Horses di Misinto, su iniziativa della delegazione di Monza e Brianza, è stata davvero unica.

Il motivo è molto semplice: se la verticale permette di scoprire il vino e le sue ‘declinazioni’ nel corso degli anni, mai come stavolta è stato invece possibile scoprirlo dalla sua nascita, dal suo primo anno di produzione, per vedere com’è cambiato nel tempo non solo in bottiglia ma anche nelle tecniche in vigna e cantina.

A guidare i partecipanti un’ospite d’eccezione: Chiara Tuliozi, responsabile commerciale dell’azienda nonché moglie del titolare, già presidente del Consorzio Vini Colli Mantovani, che ha portato con sé cinque annate una più curiosa dell’altra per andare a esplorare il Carpino, uno dei prodotti di punti della casa vinicola, monovitigno, ovvero 100% Merlot.

Ed ecco quindi le annate 2011 (l’ultima messa in commercio)  e 2008, caratterizzate da un estratto secco superiore a quello degli anni precedenti (41 grammi/litro) e a un titolo alcolometrico volumico pari al 14,5%.  Apparsi ancora giovani e destinati a evolversi nel tempo.

Il vino che più ha impressionato i presenti, per la sua eleganza, il suo equilibrio, la sua personalità, è stato quello del 2007, risultato più gradevole rispetto alla bottiglia dell’annata 2005. L’osservazione dei più è scontata: trattandosi di Merlot, vitigno notoriamente non considerato da invecchiamento, viene facile pensare che il 2007 sia nel pieno della sua evoluzione e che il 2005 abbia già dato il meglio perdendo ora un po’ di freschezza. C’è un però che ha meravigliato tutti: in degustazione è stato servito anche un Carpino 2000, il primo prodotto dall’azienda, che ha entusiasmato ancora per la sua freschezza e la sua gradevolezza. Insomma un Merlot che a 15 anni di distanza, sebbene diverso dai suoi successori nelle caratteristiche (non filtrato, titolo alcolometrico volumico 13,5%), ha ancora qualcosa da dire.

Così come ha ancora molto da dire la delegazione di Monza: con un appuntamento a sorpresa previsto a metà del mese di maggio. Da scoprire con maggiori dettagli nelle prossime settimane attraverso il sito di Ais Lombardia.

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